Caffè Macchiato – “siamo un continente di esauriti”

Chi riesce a trovare un senso al susseguirsi di eventi che in rapida successione questa settimana abbiamo trovato sui giornali è sicuramente capace di trovare un senso nella musica Trap. Erdogan che utilizza esseri umani come arma di scambio con l’Europa, impegnata nel frattempo in faccende più importi: lo scontro Italia – Francia sulla pizza. Cosa che a confronto la battaglia delle alpi occidentali era una partita a carte.

Estremizzazioni che non rendono giustizia, ma tutto sommato in un mondo che non accetta la complessità o estremizziamo o ci fermiamo e seriamente affrontiamo le situazioni. Perché passare più di 24 ore a parlare del “pizzagate” di un programma satirico francese, finendo a tarallucci e vino mangiando la pizza da Sorbillo è da peracottari. La satira è satira, c’è a chi fa ridere e chi no (personalmente’ho trovato stantio come una puntata di Striscia) ma trasformare una clip che tentava di essere comica a “lo spot della Francia contro l’Italia” o addirittura alla “guerra commerciale” ci passa di mezzo un mondo.

Abbiamo bisogno di indignarci, qualsiasi sia la questione, restando indifferenti verso ciò che di più grande ci circonda. Perché la pizza è semplice, buona e rotonda. Ognuno si sceglie il gusto più congeniale, la sua dimensione, e la si fa somigliare. Il mondo no, troppo caotico ed incontrollato, e paradossalmente ci può anche stare a patto però che tu non sei un esponente istituzionale, in tal caso è da scriteriati.

Perché la vicenda di Napoli non può diventare uno scontro tra guardie e ladri, il dramma umano sul confine greco non può essere semplificato nel solito stupido scontro cattivisti vs buonisti e nemmeno l’emergenza coronavirus in allarmisti vs normalisti con una buona dose di complottisti, che dove li metti stanno bene. L’affrontare il tutto con un tale esaurimento di temi sta alimentando quell’apatia sociale che oggigiorno schiaccia la nostra società.

E gli effetti sociali del coronavirus in questo ne sono un esempio in termini di contrappassi. Qualche paese africano ha iniziato a chiudere i porti all’Italia, le giunte leghiste del Veneto e della Lombardia hanno chiesto aiuto alle ONG, il ministro delle autonomie Boccia si è appellato alla centralità dello Stato e l’infallibile sanità lombarda ha sbagliato un ordinativo di 4 milioni di mascherine. A questo va aggiunto un controesodo verso sud che nemmeno Bossi avrebbe sognato di tali dimensioni.

Proprio quest’ultimo punto mi ha spiazzato, non tanto in quanto conseguenza, ma nella sua genesi che non è il coronavirus ma il coglionavirus di qualche amministratore locale o uomo della comunicazione che incautamente ha diffuso la bozza dell’estensione della zona rossa. Un fatto di una gravità i cui effetti li avvertiremo nei prossimi giorni e che ha palesato (o) la malafede di qualcuno nell’aggravare la situazione e/o l’incapacità di altri di gestire un’emergenza nazionale.

Ma in fondo non sarà altro che un’altra stupida polemica…

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