Chi ce l’ha MES in quel POST?

Sovente in questo paese nascono minacce all’integrità sociale che messe in serie fanno realmente paura. Sostituzione etnica, vaccini, GENDER, 5G, islamizzazione, microchip sottocutanei, la pizza con l’ananas. Di queste solo l’ultima è un reale crimine contro l’umanità.  

Comunque in un paese di santi, poeti, navigatori ed elettromagnetisti, stamattina ci siamo svegliati improvvisamente economisti per fronteggiare la nuova grande minaccia il Meccanismo Europeo di Stabilità, il MES.

Ma cos’è il MES?

Si tratta di un fondo monetario nato a settembre 2012 con lo scopo di dare sostegno ai Paesi membri in caso di crisi e di rischio default. Sostituisce due istituzioni, il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf) e il Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (Mesf), ponendosi come principale mezzo per raggiungere la solidarietà nell’Eurozona.

Lo statuto che lo istituiva fu approvato durante il Consiglio dell’U.E. del marzo 2011, quando in Italia c’era ancora il governo Berlusconi IV.

Il MES difatti offre aiuto agli Stati tramite prestiti o linee di credito garantite dal capitale sottoscritto dai Paesi membri. Il capitale autorizzato è di circa 700 miliardi di euro, di cui 410 sono effettivamente a disposizione. L’Italia possiede il 17,91% ed è il terzo Stato contributore dopo Germania e Francia.

Si attiva con la richiesta da parte di uno Stato, che deve specificare quale o quali strumenti finanziari ritiene utili. Una volta inviata la domanda, il presidente del Consiglio dei governatori autorizza la Commissione Europea e la Bce a costatare l’esistenza effettiva di un rischio, la sostenibilità del debito pubblico e le esigenze economiche di quel Paese.

Perché si ha paura del MES?

La paura principale è strettamente legata alla situazione del debito pubblico italiano, infatti, il prestito elargito dal fondo, nella sua restituzione, potrebbe portare l’Italia a dover approntare delle riforme strutturali tali da impedire una ripresa sociale. Infatti, per mettere i conti in ordine si potrebbe procedere a un taglio degli stipendi, delle pensioni, alla sanità o degli investimenti.

Cosa è stato deciso ieri?

Nella serata di ieri si è svolto un incontro tra i ministri delle finanze europee per rispondere all’emergenza coronavirus. L’intesa trovata prevede un impegno dalla Banca Europea degli investimenti di 200 miliardi per le imprese, 100 miliardi per il contrasto alla disoccupazione, un impegno per lavorare a un Recovery Fund da 500 miliardi per sostenere la ripresa e soprattutto sono state eliminate le condizioni per accedere al MES per le spese sanitarie.

L’Italia ha attivo il MES?

NO.  Ieri è stato semplicemente trovato un accordo sulle varie proposte descritte sopra, questo non significa che sono state approvate. L’iter, infatti, prevede che esse vengano sottoposte al Consiglio Europeo (capi di stato e governo degli stati membri, per l’Italia Conte) e solo allora si valuterà se approvare o meno queste proposte.

Se esse poi dovessero essere approvate, l’Italia potrà decidere se attivarle o meno. Niente di automatico.

Ma quindi chi ce l’ha MES in quel POST?

La polemica giornaliera nasce sulla scia del rumore di fondo della politica italiana. La logica dell’eterno complotto, dell’eterno scontro “noi-loro”, in queste ore è funzionale a un ritorno politico elettorale in un momento difficile per il nostro paese.  E a mio modesto parere è da irresponsabili. Soprattutto per il clima sociale che può creare.

Il continuo richiamo alla sollevazione popolare, alle armi, rischia di mettere una pistola fumante nelle mani di qualcuno con i mandanti comodamente nascosti dietro i propri Smartphone ad inondare odio sul popolo. E questo veramente non ce lo meritiamo!

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