“Dear white people …”

di Michele Pane

In quest’ultimo periodo ho preso le distanze dai social proprio perché in seguito ad eventi forti e in molti casi traumatici che stanno colpendo il nostro mondo, anzi, sarebbe meglio dire, che hanno sempre colpito il nostro mondo e che i social hanno messo in luce, non ho potuto far altro che riscontrare una generale mancanza di sensibilità nell’affrontare queste tematiche, l’assenza di una capacità analitica dedita alla comprensione e alla divulgazione piuttosto che una condivisione spasmodica e superficiale utilizzata per il mero “consenso sociale”.  Discutendo dei temi più recenti con le persone più vicine mi sono reso conto che anche solo un’informazione in più, anche solo una piccola spinta consapevole verso l’acquisizione di alcune informazioni può fare la differenza, quindi oggi sento il bisogno di parlare con me stesso ma a voce alta.

Il razzismo in Italia esiste o “loro” vogliono fare le vittime?

Ogni giorno ognuno di noi compie azioni basilari come prendere un pullman, camminare a tarda ora per strada, prendere una casa in affitto, rivolgerci a persone in contesti sociali di grado superiore al nostro le cui decisioni hanno un peso sulle nostre vite, ci riuniamo con amici, viaggiamo ecc…

Adesso cerchiamo di metterci nei panni di una persona nera nata e cresciuta in Italia e proviamo a capire quante di queste azioni avrebbero un peso diverso sulle nostre vite se solo avessimo la pelle di colore diverso. Spesso i posti di fianco a persone nere vengono lasciati vuoti o ancora, spesso, se una persona nera occupa un posto vicino ad una persona bianca, questa si alza, ancora, molte volte succede, che le persone nere siano le prime o uniche a cui vengano controllati i documenti sui mezzi pubblici, mentre le persone bianche hanno molta più probabilità di aver accesso ai mezzi illegalmente e impunemente; se accadesse ripetutamente a voi, vi darebbe fastidio? Spesso le donne nere subiscono abusi verbali in quanto vengono accomunate maggiormente (rispetto alla controparte bianca) alla prostituzione, vi sentireste sicuri a camminare a tarda notte per le strade in un gruppo ristretto di amici pur conoscendo questa forte eventualità?

Spesso le persone nere vengono definite immigrate pur essendo nate in Italia, ciò porta molti affittuari a declinare le loro richieste una volta avuto il contatto diretto con queste e avendo scoperto il colore della loro pelle. Se accadesse a voi come vi sentireste?

A causa della cattiva gestione nel campo dell’immigrazione spesso accade che le persone arrivate da un altro paese vengano assoldate dalla criminalità organizzata, la quale approfitta della loro condizione e ne sfrutta l’operato, questo comporta che un gruppo di cittadini italiani  neri, riunito in città possa essere confuso con “spacciatori, borseggiatori ecc..” causando delle volte dei veri e propri abusi di potere da parte di chi deve mantenere l’ordine pubblico. Ancora una volta chiedo il vostro parere, se foste nei loro panni andreste in giro a bere e magari fare qualche sciocchezza con la stessa leggerezza o preferireste prestare molta più attenzione?

Questi sopra elencati sono pochissimi esempi di cui potete trovare numerose testimonianze sia nella vita privata che nei racconti delle persone coinvolte. Sono piccoli esempi di quelli che vengono definiti atti di “micro-violenza, ossia gesti contestuali di abusi piccoli o gravi, fisici o psicologici nei confronti di una persona. Tutti noi nella vita subiamo alcuni abusi e nella società attuale è comune pensare “vabbè dai, sta tranquillo e non ci pensare”, il problema si verifica quando questi abusi si ripetono nel tempo arrivando a demolire la stabilità di una persona, giungendo poi a violare alcuni suoi diritti.

Noi stessi spesso commettiamo gesti di “micro-violenza” nei confronti di alcune comunità o categorie: pensate a quante volte, invocando il libero pensiero e affermando di esprimere solo il vostro parere, avete dichiarato cosa per voi sia offensivo o meno ignorando la sensibilità delle persone coinvolte. Dire “questo non è razzismo, la “n word” non è offensiva se non la dico con intenti razzisti, dovreste comportarvi in questo modo per essere accettati”, dire queste cose significa prevaricare le persone che subiscono queste discriminazioni ogni giorno, violare la sensibilità di persone esposte a ritorsioni che noi, per semplice natura, non conosceremo mai. Inoltre invoco la vostra sensibilità e vi chiedo: quanto è grave smettere di utilizzare alcune parole, anche in contesti che “voi” non ritenete offensivi, sapendo di far del bene agli altri? Utilizzare la “N word” non è un reato, vero, ma cosa comporterebbe per voi cancellare questa parola dall’uso comune quando ci sono persone che stanno ancora lottando contro le discriminazioni che subiscono, sapendo sopratutto che questo le farebbe sentire più incluse?

Il percorso verso il cambiamento di un pensiero radicato a livello sociale è lungo, la nostra sola arma è l’informazione, educhiamo noi stessi al rispetto e alla comprensione, ascoltiamo le persone nere, empatizziamo. Tutta questa rabbia non sarà servita a nulla se questa protesta dovesse diventare l’ennesimo “caso da social”, l’ennesima campagna pubblicitaria a noi stessi per sentirci buoni e giusti, per trovare il consenso negli altri. Purtroppo domani il mondo sarà ancora questo, ma noi possiamo denunciare questi gesti di ignoranza, localizzarli e demolirli con l’informazione, la sensibilità e la giustizia. Siamo nati nell’epoca dei social, abbiamo un privilegio, usiamolo.

Potrebbero interessarti anche...

2 risposte

  1. Amelia R. ha detto:

    Penso che ti sbagli. Non devi attenerti a quello che succede sui social, spesso anche a me succede di avere una reazione negativa. Il razzismo non prevale negli italiani, che non discreditano, né allontanano il diverso, quello che ha il colore della pelle diverso, ma, se possono, lo aiutano, anche a cercare un lavoro. Ciò che non accettano è l. emigrazione clandestina, non controllata che porta nel nostro paese dei disperati, disposti a tutto.E ci sono stati episodi di violenza inauditi specie sulle donne italiane, spaccio di droga e tante altre forme delinquenziali che hanno creato tanta preoccupazione. L. Italia con tutti i problemi che ha non è in grado di affrontare da sola un problema enorme.L.Europa è sorda, l. ONU è inesistente e le popolazioni si trovano ad affrontare da sole dei cambiamenti epocali ed ognuno li affronta secondo la propria sensibilità ed il proprio bagaglio culturale. Non voglio sentire la parola razzismo, quando si parla di noi italiani

    • Michele Pane ha detto:

      Signora Amelia, l’articolo sopra è scritto da me e come ha potuto leggere non fa riferimento alla percezione data dai social, che invece ho criticato come spesso sensazionalista e dedita ad appagare un bisogno di consenso sociale piuttosto che fornire informazioni ed opinioni che non siano vacue. Nelle righe sopra scritte faccio riferimento ad esperienze reali raccontate dai nostri cittadini afroitaliani ed esperienze vissute da me. La mia non vuole essere una critica a tutte le persone bianche dato che non ci ritengo tutti colpevoli di razzismo, misoginia, omofobia ecc e sono tante le persone che desiderano l’integrazione umana, nel testo invece fornisco informazioni reali e utili a comprendere come il fenomeno “razzismo” esista e vada argomentato anche nel nostro paese. Per osservarlo basta ascoltare le migliaia di testimonianze fornite dai nostri cittadini o semplicemente vivere con occhio attento verso ciò che ci circonda. Nell’articolo dico di non prevaricare gli altri e non arrogarsi il diritto di affermare che gli episodi citati non siano da definire razzisti fintanto che hanno il potere di ferire un’intera comunità. Inoltre le segnalo che la sua ultima affermazione è definita da diversi studi scientifici con il termine di “Colorblindness” o “Cecità razziale”, ossia affermazioni che contrastano le evidenze sociali di discriminazioni, affermando di non riscontrare alcun privilegio o diverso trattamento tra persone di colore diverso, questo è un problema in quanto evita un’analisi statistica concreta e utile, quindi ostacola informazioni utili per determinare ed eliminare tali episodi. Sicuramente lei è un’ottima cittadina che vive in modo giusto, ma è altrettanto giusto sottolineare quanto non tutti siano come lei. Grazie mille per avermi letto 🙏🏼

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.