Diario dalla zona arancione – giorno 57: “triste ritorno alla realtà”

È solo il secondo giorno dell’inizio di quella che è stata definita Fase2, e già la mano dell’uomo cade drammaticamente sulla natura. Le scene di fiumi immacolati, di una natura desta, si stanno rapidamente consegnando alla memoria soppiantate dalla nuova vecchissima realtà.

Ne è un esempio il fiume Sarno, quello che a lungo è stato definito “il più inquinato d’Europa”, era ritornato ad essere limpido. Ma nemmeno 2 giorni, nemmeno 48 ore, e sono riniziati gli sversamenti che l’hanno “ricolorato” di nero. Uno scempio; uno schiaffo a quella natura che nella retorica della Fase1 dicevamo di dover difendere.

Eppure si poteva fare qualcosa in questo periodo, si poteva in due mesi installare sistemi di rilevamento per contrastare tale fenomeno. Ma niente. Si è perso un tempo inaspettato, usato giustamente per frenare il contagio, ma sprecato per costruire un “nuovo mondo”.

Purtroppo, anche se ciò viene consegnato alla cronaca, ad Ottaviano si è consumato un dramma con l’esplosione avvenuta in un azienda di plastica che ha causato la morte di una persona, oltre che lo sversamento in aria di tonnate di agenti inquinanti.

Purtroppo questo nuovo inizio si insinua in un solco non positivo di questo maledetto 2020. Io attendo fiducioso il 18 maggio per un ritorno a una seminormalità.

A domani

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.