Diario dalla zona arancione – giorno 58

Sulla falsariga di ieri continua il ritorno a una normalità disarmante con il litorale domizio nuovamente invaso da veleni. Ricordo ancora durante i giorni di quarantena stringente alle immagini del mare limpido e dei pesci che tornavano il forte senso di stupore che ebbi. Un bel sogno di una natura rigenerata subito infranto.

Che grandissima occasione persa. Non impareremo mai.

Intanto continua il trend incoraggiante dei dati con l’aumento dei guariti e il numero dei casi attivi che scende sensibilmente. Almeno su base nazionale, perché se guardiamo i dati del settentrione la situazione diventa allarmante.

Proprio questa forte disparità tra nord e sud dovrebbe portare a delle considerazioni in merito, infatti, se prendiamo solo i dati di oggi, di 1.444 positivi 634 (+130) sono della Lombardia contro i 26 della Puglia, 14 di Campania e Sicilia, 3 di Calabria Basilicata e Molise, 1 della Sardegna.
Così le persone che non ce l’hanno fatta sono 369 di cui 222 della Lombardia contro i 7 della Campania, 5 della Puglia, 3 della Sicilia, 1 della Calabria, 0 di Basilicata, Sardegna e Molise

Fermo restando la consapevolezza del sistema sanitario meridionale (inesistente), fermo restando la consapevolezza che siamo tutti fratelli d’Italia e figli di una sola nazione mi chiedo: ma è giusto pensare di applicare le stesse misure per ogni regione? (e non auspico un tana liberi tutti, anzi).

Secondo me sarebbe il caso di pensare a un diverso andamento, tutelando il NORD dal virus estendendo le misure di chiusura e salvando il SUD dalla fame permettendo ulteriori aperture tipo barbieri, negozi e strutture ricettive (sempre rispettando le indicazioni ISS). Aspettiamo e speriamo.

Intanto forse domani approfittando delle nuove disposizioni mi riprendo un po’ della mia vita, ma non voglio cantar vittoria troppo presto.

A domani

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