Diario dalla zona arancione – giorno 64

Pian piano arrivano i primi segnali di normalità, o ripresa di quella che dovrà essere tale. Il 18 è una data che più si avvicina più sembra reale. Già una chiamata mi ha ravvisato che riprenderanno le mie normali attività.

Sarà un tour de force intenso da adesso alla fine dell’anno, sperando che questo benedetto virus non torni nella sua violenza. Di sicuro è un periodo che attendo con foga, ne ho bisogno perché rappresenta la chiusura di tanti cerchi che speravo già nei precedenti due mesi di dover accantonare.

Sembra strano ma il segnale più lampante è il ritorno ossessivo all’uso della mia agenda per segnare appuntamenti. Un tempo detestavo avere la mia routine quotidiana segnata così, adesso lo attendo con ansia spasmodica.

È proprio vero che questo periodo mi ha portato a rivalutare tante cose, e ad apprezzare il mio modo di correre. Adesso so di dovermi prendere del tempo per me stesso, ma so altrettanto che questo mio modo di approcciarmi alla vita, per la mia età attuale è un bene, perché sto tracciando il campo, e in alcuni casi seminando, quella che sarà la mia vita futura.

A domani

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