Diario dalla zona arancione – giorno 69

Siamo giunti all’ultimo giorno di quarantena. Dopo rinvii, momenti di down mentale, sfiducia e forte scoramento il momento è arrivato. Domani si riparte, si ritorna nel mondo, si inizia ad aver nuovamente contatti con affetti e amici. Certo non sarà come prima. Per un bel po’ eviterò luoghi affollati o il mio amato lungomare, ma già il sapere che ho l’opportunità di rivederlo, di prendere il treno o la macchina e ritrovarmi di fronte a quella stesa azzurra mi rincuora.

Domani farò nell’ultima pagina di questo diario virtuale un bilancio di questo periodo. Ho bisogno di rivivere la realtà per poterlo fare accuratamente, eppure l’avvicinarsi di quell’appuntamento diventa strano. È come aprire per la prima volta gli occhi sul mondo.

Un primo essenziale appuntamento per me è stato oggi, sembrerà una banalità, ma sono dovuto andato nel luogo del riposo delle anime. Anche se essi sono qui al mio fianco mentre scrivo, trovo ancora difficile accettare una perdita, e quel luogo mi riporta alla triste realtà. Quel luogo sarà fortemente simbolico per me, perché anche se la mia città non è stata colpita in modo drammatico, rappresenta l’eterno riposo di persone che avrebbero voluto abbracciare questa vita un po’ di più e che a causa di questo virus non hanno potuto.

Pochi minuti e sarà il diciotto. Finalmente.

A domani

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