I negascemisti del COVID

Il particolare e difficile periodo storico che stiamo vivendo, ci ha consegnato una realtà ancor più complessa e articolata tanto da valicare la visione e il sistema istituzione su cui si basa la nostra civiltà. Ci troviamo a vivere la terza grande crisi di sistema nell’arco di appena vent’anni, capace di mutare la percezione e la consapevolezza della nostra dimensione occidentale che si converte in un accrescimento dell’insicurezza.

La prima grande crisi è giunta all’inizio del nuovo millennio, facendo iniziare questa nuova realtà l’11 settembre 2001. Quel giorno, questa parte di mondo che veniva da un decennio di monopolio culturale e politico, si è riscoperta vulnerabile nella propria consapevolezza identitaria; l’illusione della sicurezza e concordia spazzata via, scostando il velo da una polveriera e portandola in occidente. La seconda ha precipitato il mondo nella crisi economica del 2008 destabilizzando la nostra sicurezza economica e la visione a lungo termine di uno sviluppo sociale ed individuale stabile, rivelando tutte le debolezze della medesima classe politica. La terza è scoppiata questo anno minando la visione di benessere e salute.

Questi macro-eventi hanno fatto scoppiare la bolla occidentalista di un mondo sicuro, stabile e al nostro servizio; ci ha condotto inevitabilmente a un quesito tanto basilare quanto primordiale per l’esperienza umana: chi siamo?

Questa crisi identitaria, accentuata da un’impreparazione politica alle sfide del tempo moderno, ha inevitabilmente portato a rafforzare visioni estremiste, viste non come un compromesso ma una solida ancora di salvataggio contro la deriva. La massa è ritornata ad essere un motivo identitario ma con una forte differenziazione rispetto al secolo scorso, l’egocentrismo social, lo stesso che ha portata la massa ad essere un crogiolo di individualismo fuso. Una singolare solitudine di massa.

Il tale ottica, il fenomeno odierno impropriamente definito negazionista non è altro che la razionalizzazione e la difesa, da un fenomeno incomprensibile e ingestibile. È la ricerca di una sicurezza dalla realtà rifugiandosi nella fantascienza distopica, di una verità alternativa e inequivocabile facilmente comprensibile. Ed è così che il virus è diventato un qualcosa d’inesistente e che i media asserviti avrebbero inculcato nella mente delle persone, solo per permettere ai governi di tracciare i cittadini, distanziarli e renderli schiavi mentre le multinazionali si arricchiscono tramite vaccini, il 5G e la nascita di una nuova economia fondata sulla rete. La stessa storia poi subisce arricchimenti di dettagli con microchip, mercurio e la mascherina usata come bavaglio. In alternativa, c’è la versione di compromesso, riduzionista, che riconosce l’esistenza di un virus ma che sarebbe solo un’influenza un po’ più forte.

Il problema di questo fenomeno risiede nella contingenza del momento. Infatti, i negazionismi hanno un’impronta storica, e benché siano immorali e spregevoli nella propria dimensione, non operano oggi gli orrori del passato; invece, quello riferito al COVID-19, influisce direttamente sulla sicurezza collettiva indebolendo qualsiasi tentativo di contenimento del virus e comportando gravi danni sanitari ed economici. Quest’approccio apatico, menefreghista e arrogante porta a escludere ed etichettare chiunque non la pensi come loro di “collaborazionismo” o “asservimento al sistema”, tant’è che queste righe, se lette, saranno screditate ed attaccate così come lo scrivente.

Oggi ci troviamo dinanzi a una seconda ondata che sta colpendo tutta l’Europa, un qualcosa di evitabile se con serietà, prontezza e coesione sociale fosse avvenuta una programmazione estiva concreta, senza ascoltare le sirene dei sondaggi, delle pseudo – opposizioni casiniste presenti in tutto il continente e i latrati degli svitati da tastiera. Tutto questo temo porterà inevitabilmente a un ulteriore crollo dell’economia reale causando definitivamente un’implosione del tessuto sociale. Ci attendono tempi bui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.