In Italia c’è troppa rappresentanza?

Più ci avviciniamo alla scadenza referendaria e più veniamo subissati da informazioni e messaggi che rappresentano la linea del SI e del NO, spesso conditi da una buona dose propagandistica e insulti verso chi sostiene la tesi opposta. Stiamo pur sempre in Italia. Uno dei messaggi che mi ha spinto a scrivere questo trafiletto è rappresentato da questa grafica che mette a confronto i numeri dei parlamentari “eletti” nei vari paesi con l’Italia volto a sostenere la tesi “sono troppi e vanno tagliati”. Ma questa grafica è corretta? Ni, o per meglio dire SI in quanto si riferisce a parlamentari eletti (cosa che viene indicata), No se ci si riferisce al numero di parlamentari reali.

Prima di iniziare a una comparazione, va fatta una premessa d’obbligo: i paesi presi in esame e messi a confronto hanno forme di governo diverse. Infatti mentre l’Italia è una Repubblica Parlamentare, la Spagna è una Monarchia Parlamentare, la Germania è una Repubblica Parlamentare Federale, la Francia è una Repubblica semipresidenziale e infine il Regno Unito è una Monarchia Parlamentare Costitutiva. Questa premessa è essenziale per capire i differenti modelli di rappresentanza politica e la loro specificità e in questo ricoprono un ruolo essenziale le suddivisioni amministrative alte.

Partiamo dall’Italia. Come abbiamo già detto la nostra è una Repubblica Parlamentare il cui potere legislativo è esercitato dal Parlamento che si articola secondo un modello di bicameralismo paritario (o perfetto) tra Senato e Camera. Il primo è formato da 315+5 componenti, la seconda da 630, per un totale di 945+5 parlamentari, questo dato però non tiene conto dell’altro organo che in Italia secondo l’art. 117 della Costituzione detiene il potere legislativo: le Regioni, composte nel loro complesso da 897 eletti. Quindi in modo estremo potremmo dire che in Italia il potere legislativo è esercitato da 1847 persone. Un po’ troppi? Vediamo la situazione con gli altri paesi comparati.

In Spagna troviamo un modello di bicameralismo non paritario (o imperfetto) incarnato dalle Cortes Generales che si articolano in 265 membri per il Senado de España e 350 per il Congreso de los Diputados, per un totale di 615 parlamentari ai quali vanno aggiunti i 1198 eletti nelle assemblee delle 17 comunità autonome che compongono il paese, arrivando a un numero similare a quello italiano per un totale complessivo di 1813 persone.

In Germania invece troviamo un’unica camera eletta direttamente il Bundestag, composto da 709 eletti ai quali va aggiunto il Bundesrat composta da 69 membri di seconda elezione che rappresentano i vari land. A questi vanno aggiunti i numeri dei landtag (dieta territoriale), che potremmo definire i parlamentini regionali; essi sono complessivamente composti per i 16 land da un totale di 1851 facendo raggiungere il numero totale a 2560 rappresentanti. In Francia invece ritroviamo un modello bicamerale imperfetto composto dall’Assemblée nationale con 577 parlamentari eletti e il Sénat con 348 membri eletti a suffragio universale indiretto per un totale di 925. A questi vanno aggiunti 1890 eletti dalle 18 regioni  (13 della Francia metropolitana 5 di quella d’oltremare), per un totale di 2815 rappresentanti.

L’ultimo paese preso in esame è il Regno Unito. Anch’esso si basa su un modello bicamerale articolato nella House of Lords (Camera dei Lord) composta da 772 membri non elettivi divisi tra Lords Spiritual (i principali vescovi della Chiesa d’Inghilterra) e Lords Temporal (i Pari del Regno), e dai 650 membri eletti della House of Commons (Camera dei Comuni) per un totale di 1422 membri. Oltre ciò, va ricordato che il Regno Unito è l’unione di 4 entità statali, Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, ognuna con un parlamento e un sistema amministrativo differenziato; tenendo fede al calcolo fatto precedentemente arriviamo per i 4 parlamentini a 304 membri eletti per un totale di 1726 (non vengono considerati i 15 territori dipendenti d’oltremare).

Quindi facendo una veloce comparazione tra questi paesi, sia della situazione dei soli parlamentari nazionali, sia con quelli federali, delle autonomie locali o consiglieri regionali, la situazione reale è la seguente:

Altra grafica di cui vi voglio parlare è quella che compara i parlamentari eletti degli Stati Uniti con l’Italia. Anche qui si tiene solamente conto dei membri del Congresso, 100 senatori e 435 deputati della Camera dei Rappresentanti, senza considerare minimamente i membri delle assemblee parlamentari dei singoli 50 stati federati degli USA, ognuno con una Camera e un Senato arrivando alla somma complessiva di 7367 parlamentari che sommati ai 535 fa la bellezza di 7902 eletti mantenendo il rapporto rappresentanti – cittadini similare a quello italiano.

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