Perché il 25 dicembre è Natale?

Il giorno di Natale per la tradizione cristiana si celebra la nascita di Gesù, uno spartiacque che ha reso il verbo carne e che ha sancito un nuovo patto tra Dio e gli uomini per la salvezza. Per il mondo, e in particolar modo per l’occidente, il 25 dicembre ha assunto man mano una connotazione meno religiosa ricoprendo un suolo affettivo, sociale ed economico per il mercato collegato che solo nel 2019 in Italia ha attivato 110-115 miliardi (fonte CONFCOMMERCIO). Ma perché è stata scelta come data per la nascita di Gesù proprio il 25 dicembre?

Agli albori del cristianesimo la celebrazione più importante era la Pasqua, la nascita della vita celeste, tant’è che i vangeli, canonici e non, non indicano né la data né l’anno della nascita di Gesù. Per quanto concerne quest’ultimo vari studi lo pongono presumibilmente tra il 7 e il 4 a.C., l’errore dell’anno zero o del 1 a.C. è imputabile ai calcoli errati del monaco Dionigi il Piccolo, l’ideatore del nostro sistema cronologico. Mentre per il giorno l’ipotesi maggioritaria associa il Natale alle festività precristiane presenti nell’impero romano, ossia i Saturnali (celebrati in onore del dio Saturno) e il Dies Natalis Solis Invicti.

Soprattutto quest’ultimo presenta affinità teologiche col Natale. Introdotte da Eliogalbo e ufficializzate da Aureliano nel 274 d.C. celebravano la nascita del nuovo Sole, che avveniva dopo il solstizio d’inverno che per l’emisfero boreale rappresenta il giorno con meno luce dell’anno; simboleggiava infatti la vittoria della luce sulle tenebre. I primi cristiani adeguarono tale tradizione alle scrittura testamentarie che identificarono il salvatore con la luce: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in una terra caliginosa di ombre di morte risplendette una luce” (Isaia, 9, 1); “Sorgerà per voi il Sole di giustizia” (Malachia, 14, 2). Lo stesso Gesù si è identificò con la luce come riportato nel vangelo di Giovanni “Io sono la luce del mondo… Chi crede in me non cammina nelle tenebre“.

Un’altra teoria invece fa coincidere la data del 25 con l’interpretazione che i primi cristiani diedero del racconto della creazione del mondo contenuta nella Genesi, che secondo loro coincideva con l’equinozio di primavera il 21 marzo. Giacché il quarto giorno furono create le luci del firmamento (quindi il 25 marzo), e la luce è una simbologia di Gesù, la interpretarono come riferimento al giorno del suo concepimento facendo coincidere nove mesi dopo la nascita, ovvero il 25 dicembre.

Storicamente, come riportato dal cronografo del 354 d.C., sappiamo che già nel 336 il Natale veniva celebrato nello stesso giorno in cui lo celebriamo oggi, e quando nel 380 con l’editto di Tessalonica il cristianesimo divenne l’unica religione qualsiasi altra celebrazione in concomitanza venne a decadere.

Oggi non tutte le chiese festeggiano il Natale il 25 dicembre, infatti, per le Chiese Ortodosse Orientali cade il 6 gennaio mentre per gli ortodossi che seguono il calendario giuliano il 7, mentre per la Chiesa Armena Apostolica di Gerusalemme il 19 gennaio.

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