Perché la Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne si celebra il 25 novembre?

È il 17 dicembre 1999 quando con l’approvazione della mozione 54/134, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituisce la Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne, con l’obbiettivo di combattere “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata” ritenendo ciò la manifestazione di un inaccettabile e crudele meccanismo che ha costretto le donne a una posizione subordinate all’uomo.

 Ma perché è stato scelto proprio il 25 novembre?

La data ovviamente non è casuale e fonda le sue origini su un terribile episodio che portò al sequestro, alla tortura e all’omicidio delle tre sorelle Mirabal su ordine del dittatore dominicano Trujillo.

Si chiamavano Patricia Mercedes, Maria Argentina Minerva e Antonia Maria Teresa, insieme alla sorella Belgica Adela (morta nel 2014 per cause naturali) erano attiviste politiche che si opponevano alla dittatura di estrema destra che nel 1930 prese il potere nella Repubblica Dominicana e che istituì nei 31 anni successivi uno dei regimi latini più sanguinosi dell’età contemporanea.

Nel 1960, le sorelle insieme al marito di Minerva, Manolo Travares Justo, fondarono il movimento insurrezionale 14 de Junio usando come nome in codice Las Mariposas (le farfalle). Ben presto però, il 18 maggio 1960, le tre sorelle e i rispettivi mariti furono condannati per sedizione e incarcerati, una prigionia che per le donne durò fino ad agosto quando il dittatore decise di liberarle per evitare le sanzioni dell’Oea (l’Organizzazione degli stati americani). Ma la storia non sarebbe finita lì e il regime progettò di sbarazzarsi delle donne così come aveva fatto negli anni precedenti con tutti gli oppositori.

Il 25 novembre di quell’anno, mentre si recavano in carcere per far visita ai propri mariti accompagnate dall’autista Rufino de la Cruz vennero intercettare e fermate, poi condotte in un luogo appartato, una piantagione di canne da zucchero, e in quel luogo furono vittima di torture fino alla morte arrivata a colpi di bastone. I loro corpi vennero rimessi nell’auto che fu fatta precipitare in un dirupo nel tentativo di simulare un incidente stradale.

Quell’atroce omicidio scosse fortemente l’opinione pubblica dominicana, e nemmeno la censura riuscì a fermare le voci che portarono la popolazione a combattere contro il regime fino all’uccisione dello stesso dittatore Trujillo sei mesi dopo.

La forza di queste donne, madri ed attiviste, fu la regione per cui nel 1981, in occasione del primo incontro femminista latinoamericano e caraibico svoltosi in Colombia, a Bogotà, venne scelta come data il 25 novembre. In seguito, nel 1991 il Center for Global Leadership of Women (CWGL) diede vita alla campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, che iniziando il 25 novembre si sarebbero protratti fino al 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani; nel 1993 poi fu approvata da parte dell’Assemblea generale delle Nazione Unite la Dichiarazione per l’eliminazione della violenza contro le donne formalizzando la data scelta dalle attiviste latinoamericane, il 25 novembre.

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