Referendum Giustizia 2022: SECONDO QUESITO

Il secondo quesito, contenuto nella scheda di colore arancione, riguarda la limitazione dell’azione delle misure cautelari, in particolare si chiede l’abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274 comma 1 lettera c del codice di procedura penale, che contempla la “reiterazione del reato” (la ripetizione di un reato) come motivazione per disporre, ad esempio, la custodia cautelare cioè la detenzione degli indagati o imputati durante le indagini o prima della sentenza definitiva.

In estrema sintesi, le misure cautelari sono delle limitazione provvisorie delle libertà personali disposte dall’autorità giudiziaria in caso di pericolo di fuga, inquinamento delle prove o rischio di ripetizione del reato da parte della persona sottoposta ad indagine o dell’imputato. In caso di sussistenza di almeno uno di questi tre elementi di garanzia, rispettando un principio di proporzionalità e adeguatezza, su richiesta del PM il giudice dispone tali misure che possono essere personali o reali. Nel primo caso possono riguardare il divieto di espatrio, l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto e l’obbligo dimora, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, la custodia cautelare in carcere o luogo di cura o la sospensione dalla responsabilità genitoriale; nel secondo il sequestro conservativo o preventivo.

Tale quesito recita: Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 (Approvazione del codice di procedura penale), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’articolo 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195 e successive modificazioni.”?

Con la vittoria del Sì non sarebbe più possibile ricorrere alle misure cautelari, per i reati non violenti, qualora sussista il rischio di ripetizione del reato. Resterebbe in vigore per chi è sottoposto ad indagini o imputato di aver commesso reati puniti con una pena più gravosa

Per i sostenitori del Sì: in Italia si abusa della carcerazione preventiva che invece dovrebbe essere un provvedimento eccezionale. Ciò è dimostrato anche dall’ammontare dei risarcimenti che nel 2021 ammontava a più di 24 milioni d’euro.

Per i sostenitori del NO: il referendum, se approvato, andrebbe ad eliminare non solo la custodia in carcere o gli arresti domiciliari  ma anche l’allontanamento dalla casa familiare (nel caso del coniuge violento), il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (nel caso di atti persecutori), così come non sarebbero più possibili le misure interdittive, come il divieto temporaneo di esercitare determinate attività imprenditoriali (nel caso delle società finanziarie che truffano gli investitori), come sottolineato dall’ex magistrato Domenico Gallo su MicroMega.

Voi cosa voterete?

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Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 (Approvazione del codice di procedura penale), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’articolo 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195 e successive modificazioni.”?

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