Referendum sulla Giustizia 2022 – per cosa si vota?

Il 12 giugno 2022 circa 50 milioni di elettori saranno chiamati a pronunciarsi sui cosiddetti referendum sulla giustizia che avranno ad oggetto l’abrogazione di alcune norme sul funzionamento del sistema giudiziario italiano.

Dei sei quesiti, promossi dalla Lega di Salvini e dai Radicali Italiani, solo 5 hanno passato il vaglia della Corte Costituzionale e riguardano nel merito: l’abrogazione della cosiddetta legge Severino sull’incandidabilità dei politici condannati, la limitazione delle misure cautelari, la separazione delle funzioni dei magistrati, la partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e l’ abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. Ritenuto invece inammissibile il quesito che avrebbe dato responsabilità civile ai magistrati in caso di errori giudiziari, invece che allo Stato.

Non si tratta di un referendum d’iniziativa popolare essendo stati tecnicamente promossi da nove consigli regionali di centrodestra, nonostante banchetti e la raccolta di firme mai consegnate. Essendo un referendum abrogativo, come previsto dall’articolo 75 della Costituzione, è previsto il raggiungimento di un quorum, quindi il risultato sarà valido se si recheranno alle urne almeno il 50%+1 degli aventi diritto al voto.

Le forze politiche (al momento) si sono divise così sul voto:

Quesiti Referendari nel merito:

  • PRIMO QUESITO (scheda rossa): Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi
  • SECONDO QUESITO (scheda arancione): Limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale
  • TERZO QUESITO (scheda gialla): Separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati
  • QUARTO QUESITO (scheda grigia): Partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte
  • QUINTO QUESITO (scheda verde): Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura

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