Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli [recensione]

Prima che le luci della sala si spegnessero, nel tragitto che unisce il green pass ai pop-corn e l’Amuchina alla cola, ero già conscio che le successive due ore e dodici minuti sarebbero state un susseguirsi di battute industrialmente studiate per intrattenere, dopotutto è il Marvel Job quello che gli permette da oltre un decennio di spadroneggiare nel genere.

Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli è il primo vero prodotto cinematografico Marvel dopo Endgame a tracciare il nuovo cammino dell’MCU, infatti se Black Widow è considerabile più un omaggio al personaggio di Natasha Romanoff e le serie una semina di elementi che torneranno utili più avanti, il film diretto da Destin Daniel Cretton erige la prima base della nuova fase che vedrà l’impulso di inediti mondi e supereroi.

La trama segue il solito binario delle origini di un personaggio Marvel: presentazione, richiamo, caduta, maturazione e vittoria. Quindi nulla di nuovo sotto il sole, se non nel viaggio che intraprendono i protagonisti tra richiami manga, combattimenti che ricordano le danze di Amici e una comicità alla Crazy Rich Asians (di cui riprende molti degli interpreti). Altro elemento caratterizzante della narrazione è la chiave d’introspezione psicologica e caratteriale dei personaggi che subiscono il contrasto tra la cultura orientale, nella realizzazione e il conseguimento di uno scopo, avverso al relativismo occidentale.

Ad aiutare in questo viaggio è l’incursione nel genere fantasy tra dragoni, creature fantastiche ed elementi magici che conferma la tendenza della Marvel targata Disney, benché ben piantata sul suo binario narrativo, nel voler sperimentare sviluppando la trama in diversi ambienti stilistici come avvenuto per il primo film di Captain America usando un registro di guerra, Winter Soldier di un thriller politico, Ant-Man di una commedia o il prossimo film del Dr. Strange che dovrebbe essere di un soft-horror.

Per il resto viene raggiunta una tregua cinematografica col personaggio del Mandarino e i Dieci Anelli che dal terzo capitolo di Iron Man esigevano giustizia. Bene, ma non benissimo. Resta adesso da capire lo sviluppo degli stessi in vista di un rinnovato rientro in un universo cinematografico che dopo il BLIP sta ergendo nuove e più ambiziose fondamenta.

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