Tokyo 2020, l’Olimpiade più ecosostenibile di sempre

Già prima dell’inizio della XXXII Olimpiade, Tokyo 2020, l’edizione aveva fatto segnare, suo malgrado, primati che avrebbero reso l’edizione unica nel suo genere, infatti non solo per la prima volta nella storia i giochi vengono rinviati di un anno piuttosto che cancellati, come avvenuto nel 1916 per quelli di Berlino o nel 1940 proprio a Tokyo e nel 1944 a Londra per gli eventi bellici delle due guerre mondiali, ma per evitare ogni forma di contagio sono anche i primi, e si spera gli unici, senza la presenza del pubblico.

Se di questi due primati il paese del Sol Levante ne avrebbe fatto volentieri a meno, quello che invece rivendica con orgoglio è il titolo di “Olimpiade più ecosostenibile di sempre”. L’impegno del paese nipponico nel limitare l’impatto ambientale della manifestazione in tutte le sue fasi, da quella preparatoria a quella infrastrutturale, è stato mirato non solo nel ridurre drasticamente le emissioni di CO2, di cui è uno dei maggiori responsabili a livello globale (quinto paese dopo Cina, USA, India e Russia), ma anche ad evitare gli sprechi delle risorse impiegate e nel tutelare la biodiversità dei luoghi interessati dalle gare.

Questo approccio per gli organizzatori porterà a un calo delle emissioni totali di circa il 30% passando dalle 3,3 milioni di tonnellate di CO2e di Londra 2012 e dalle 3,6 di Rio 2016 alle 2,7 di Tokyo 2020. Un numero comunque alto e che rappresenta la produzione annua di un paese come il Montenegro ma che segna un cambio di tendenza e di approccio che lascia ben sperare per il futuro.

L’impatto principale riguarda l’energia adoperata, infatti nei siti olimpici, dagli alloggi alle strutture sportive, viene impiegata esclusivamente energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili così come la reti di trasporti direttamente associata all’evento è composta per lo più da veicoli elettrici. Anche la visione dello “zero sprechi” tradotta nelle 3RRiduci, Riusa, Ricicla” ha portato a un recupero di materiali destinati alla discarica ricevendo nuova e nobile vita.

Partendo dalla torcia concepita dal designer giapponese Tokujin Yoshioka, nel suo viaggio di 4 mesi tra le 47 prefetture del paese ha portato con sé non solo la fiamma de tempio di Hera ma la forza del paese di ripartire dopo un grande tragedia, infatti il 30% dei materiali per realizzarla proveniva dagli scarti di alluminio provenienti dagli alloggi temporanei costruiti dopo il terremoto che l’11 marzo 2011 colpì Tōhoku e devastò vaste zone del paese a causa del conseguente maremoto come la centrale nucleare di Fukushima.

Anche le divise dei tedofori della staffetta olimpica sono state concepite ponendo al centro la stessa filosofia, infatti grazie a una collaborazione con Coca Cola è stato possibile realizzare pantaloncini e t-shirt utilizzando esclusivamente bottiglie di plastica riciclate che grazie a un lungo processo di lavorazione sono state trasformate in tessuto.

Se l’Olympic Village Plaza è realizzata da legno che verrà smantellato e riutilizzato al termine della competizione, all’interno degli alloggi, gli oltre 18mila letti degli atleti sono stati pensati per avere nuova vita, infatti per i materassi si è optato per il polietilene riutilizzabile mentre per l’appoggio basi di cartone poi riciclate capaci comunque di tenere un peso fino a 200 kg.

Anche il momento della premiazione è stato interessato da una forte rivisitazione in chiave green, infatti ciascun dei 98 podi è stato realizzato grazie alla stampa 3D utilizzando 45 tonnellate di plastica riciclata raccolta dagli stessi residenti in oltre 2000 località del paese e dal mare durante le operazioni di pulizia.

Le stesse medaglie olimpiche sono il frutto di un lavoro di riconversione di circa 80mila tonnellate di scarti elettronici; smartphone, computer, tablet e vecchie macchine fotografiche destinate alla discarica sono diventate il simbolo del massimo onore olimpico riuscendo a ricavare 32 kg di oro, 3500 kg di argento e 2200 di bronzo. Un lavoro che il comitato olimpico giapponese ha celebrato con questo video:

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