Trump – Biden: l’America al voto

Ogni quattro anni la corsa per il presidente degli Stati Uniti diventa centrale nel dibattito dei paesi occidentali. Benché le ragioni sociali facciano riferimento a un’americanizzazione culturale ed idealistica, la centralità delle elezioni USA vanno ricercate nel neoimperialismo statunitense in vari settori della nostra vita economica e politica.

Infatti, nonostante l’inarrestabile crescita della Cina, ad oggi gli USA sono ancora la prima potenza economica del mondo rappresentando da soli quasi la metà del PIL dei paesi del G7, e un quarto di quelli di tutto il globo. Difatti,  ogni scelta economica intrapresa va oltre quel lembo di terra che si estende dall’Atlantico al Pacifico influenzando a cascata tutti i paesi interconnessi ad esso. Per l’Unione Europa sono il principale mercato, mentre per noi italiani il terzo per esportazioni dopo la Germania e la Francia. Dal punto di vista energetico rappresentano il primo paese per produzione petrolifera mentre militarmente il budget investito in difesa rappresenta il 38% della spesa mondiale.

Ecco, questi sono i motivi che rendono importante l’esito per i paesi occidentali.

Passando ai candidati, benché la comunicazione segua le due figure principali per la corse alla Casa Bianca, Trump per i Repubblicani e Biden per i Democratici, creando de facto un sistema bipolare, in realtà in lizza per la carica di Presidente ci sono altri 11 candidati:

  • Jo Jorgensen per il Partito Libertario
  • Howie Hawkins per il Partito Verde
  • Don Blankenship per il Partito della Costituzione (in 14 stati)
  • Gloria La Riva per il Partito del Socialismo e della Liberazione e con sostegno del Partito Pace e Libertà e del Partito Unione della Libertà (in 3 stati)
  • Phil Collins per il Partito Proibizionista con il sostegno del Partito Indipendente Americano (in 3 stati)
  • Rocky De La Fuente per il Partito dell’Alleanza (in 2 stati)
  • Jerome Segal per Pane e Rose (in 1 stato)
  • Rudy Reyes per il Partito Marijuana Legale Ora (in 1 stato)
  • Bill Hammons per il Partito dell’Unità d’America (in 1 stato)
  • Brian T. Carroll per il Partito Americano della Solidarietà (in 8 stati)
  • Kanye West per Birthday Party (in 11 stati)

La campagna elettorale e il consenso dei due principali contendenti è stata fortemente condizionata dall’esplosione della pandemia da COVID-19, che hanno reso gli USA il paese più colpito, e dalla riproposizione della questione razziale dopo l’omicidio di George Floyd, eventi che hanno totalmente riaperto una partita che sembrava andare a senso unico e che, secondo gli ultimi sondaggi, avrebbero totalmente ribaltato la situazione di inizio anno.

Le proposte in campo trovano un ampio scontro sulla visione sociale con Trump che si è schierato più volte a favore della pena di morte, della privatizzazione delle carceri e della libertà su cauzione in netta opposizione a Biden contrario a tutte e tre. Anche il tema aborto è stato centrale, con il presidente uscente contrario e favorevole a una revisione se non a un divieto mentre il candidato democratico, cedendo alle pressioni del partito, ha cambiato la sua posizione definendosi a favore.

Sul fronte ambientale Trump non credendo alla crisi climatica vuole uscire dagli Accordi sul Clima di Parigi per la diminuzione delle emissioni di Co2 mentre Biden credendo alla crisi ha proposto un Green New Deal sull’ambiente da 2 miliardi di dollari per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

In politica internazionale entrambi spingono per un ritiro delle truppe dall’Afghanistan e sui trattati tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, mentre divergono sul ruolo statunitense nel conflitto Yemenita con Trump che vorrebbe continuare a sostenere il ruolo dell’Arabia Saudita mentre Biden spinge per terminare ogni intervento nell’area.

I punti di caduta similari dei programmi riguardano la volontà di innalzare il salario minimo a 15 dollari l’ora per tutti i lavoratori americani, un impegno nel contenere il costo dei farmaci, una pressione legislativa sulle mega-cap tecnologiche e l’aumento della protezione dei dati e della proprietà intellettuale dei prodotti statunitensi contro quelli cinesi.

Secondo voi chi vincerà?

Chi vincerà le elezioni USA?

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